Arte in Cammino – di Pietro Arnoldi

21 luglio – 02 agosto 2016

Inaugurazione: giovedì 21 luglio ore 16.00

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Un’Arte che sia realmente in cammino, che scenda nelle piazze e nelle strade a “manifestare” la sua stessa potenza espressiva e le sue alte potenzialità di coesione sociale, di stimolo creativo e culturale, e perché no, anche di intrattenimento intelligente e istruttivo.

Questa la missione dell’Associazione Sherwood, fondata a Milano dallo scultore Pietro Arnoldi, e dell’iniziativa in programma dal 21 luglio al 2 agosto 2016 a Bellagio (Como), grazie alla collaborazione della locale Associazione Torre delle Arti, impegnata a sua volta nella valorizzazione del patrimonio storico e artistico del territorio e nella promozione della cultura in ogni sua forma.

Artigiano e artista del legno, Pietro Arnoldi ha traghettato l’antica sapienza artigiana della sua famiglia attraverso gli anni della contemporaneità, sapendo coniugare amore e rispetto per la tradizione con i gusti e le esigenze moderne, grazie a una sensibilità personale prettamente artistica.

Opere di scultura, pannelli incisi e dipinti, assemblaggi materici, sperimentazioni nate dagli stimoli suggeriti dagli stessi materiali e attrezzi del mestiere. Con l’archetipo femminile a fare da accattivante e commovente filo conduttore. Madre e seduttrice, musa ispiratrice, la donna rappresenta la vena artistica, sensibile, spesso nascosta, presente in ognuno di noi.

L’invito a coltivare tale vena personale, a nutrirla e farla fiorire, è contenuto nell’immagine della donna-albero, ma anche nella struttura stessa dell’evento: non una consueta mostra al chiuso di una “torre d’avorio”, ma un’esposizione dove il dentro e il fuori perdono soluzione di continuità. L’artista scende letteralmente in piazza, portando quotidianamente il suo lavoro e le sue opere nel centro di Bellagio.

Liberi flussi di creatività e dimostrazioni concrete di produzione artigianale e artistica, offerti da Pietro Arnoldi per tutta la durata della mostra, agli sguardi, anche casuali, della folla, di residenti e turisti, di adulti e bambini. Con l’invito esplicito a partecipare attivamente, a contribuire all’evoluzione di opere in cerca della propria direzione, a influenzare il processo creativo. Mentre, possibilmente, ci si apre a propria volta, con mente e cuore, all’influenza dell’arte.

Oltre a quello della donna, un secondo tema caro a Pietro è quello della tradizione e della sopravvivenza della memoria degli antichi mestieri, degli utensili e delle conoscenze. A questo tema è dedicata la raccolta “Le favole degli attrezzi parlanti”, scritta dallo stesso Arnoldi e illustrata dalla pittrice milanese Vania Ora. A completare l’esposizione, le opere dello scultore Giacomo Bergamini e le poesie e le favole musicate di Enzo Samaritani, titolare del teatro L’Arciliuto di Roma.

21 luglio – 02 agosto 2016. Live working: Piazza della Chiesa (Basilica di San Giacomo), Bellagio (CO). Orari: 11.00-13.00/16.00-19.00. Esposizione: Torre delle Arti – Salita Plinio 21, Bellagio (CO). Orari: 10.00-13.00 / 15.00-20.00. Inaugurazione: giovedì 21 luglio ore 16.00

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La famosa invasione… dei Draghi a Milano

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Un’orda voluminosa di Dragoni, evoluzioni biologiche (e artistiche) dei nostrani Biscioni, cui lo sguardo meneghino è già avvezzo dai tempi dei Visconti. Giungono volando, forse dalla francese Vandea che ha dato i natali anche a Frantz Gauviniere, l’artefice di tali visioni ironicamente apocalittiche sotto forma di tavole grafiche. Un’invasione che sa di naturalizzazione: i Draghi trovano in Milano le tracce del loro passato misterioso, come se gli emblemi viscontei scolpiti nei marmi atavici della città fossero i fossili arcani di antichi progenitori. Al tempo stesso, il serpeggiare fra le vie di energie rinnovatrici è l’immagine perfetta di una città in forte propulsione evolutiva e sguardo dritto verso il futuro.

Con la stessa leggerezza imponente dei suoi mastodontici Draghi in volo, si insedia in città il francese Frantz Gauviniere, disegnatore ma ancor prima pittore, canalizzatore nei suoi quadri di un’espressività dalla potenza tellurica. Energie calde, talvolta torbide, di un sottosuolo spaventoso e affascinante a un tempo, antichi tesori dissepolti che esplodono, una volta portati alla luce, nella gamma caleidoscopica delle vibrazioni luminose: i colori nella loro pura essenza energetica.

In esposizione presso: Il Caffè del Grembiule – Viale San Michele del Carso, 26 – Milano, dal 6 al 25 giugno 2016. 

“Il giovane daino sfocato che perse la via”

Il giovane daino sfocato, perse la via… La sua vista si annebbiava insieme alle zampe, alle corna, alle piume. Poi il buio, e il silenzio di quando non si riesce a parlare: un vuoto angosciante, ma non durava molto. Arrivava il passato: era un dolce balsamo che profumava di farfalle, di sole d’aprile ed erba appena tagliata. E scoprivamo che Cappuccetto Rosso non aveva mai avuto vera paura del lupo. Eravamo noi ad averne, fintanto che il nostro cuore restava freddo. Quando abbiamo accettato di essere soli, abbiamo scoperto di essere invece in tanti, tutti dentro. Eravamo arcobaleni e non lo sapevamo.

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L’arte è il nostro immenso strumento di apertura, personale e umana. Il veicolo con cui poter viaggiare in regioni sconosciute di noi stessi. Luoghi talmente personali, talmente intimi, da essere, incredibilmente, luoghi di tutti. Universali.

Lo stato di coscienza è fondamentale. L’artista scopre come oltrepassare la soglia del proprio pensiero ordinario, per addentrarsi in un terreno sconosciuto e letteralmente imbevuto di magia. Come addormentarsi, e iniziare a sognare. Ma se rimaniamo svegli, il turbine delle immagini e delle sensazioni può manifestarsi alla nostra mente cosciente che, attraverso la materia, cerca di tradurre il tutto in un linguaggio condiviso.

Con le sue opere, difficili da descrivere se non con le parole dei sogni, Giulia Abbadessa racconta storie incontrate proprio in queste dimensioni “altre”, al di là delle sue personali soglie di percezione. Viaggi unici e irripetibili: la porta si apre e la wunderkammer dell’anima si squaderna con intensità, urgenza, simultaneità. Voci, musiche, presenze, sensazioni, in uno spazio di 7, 12, infinite dimensioni. Da tradurre velocemente, prima nelle 3 della nostra logica ordinaria, poi subito nelle 2 dello spazio del foglio, della tavola, della tela.

L’apice di intensità del ciclone di suggestioni: questo il potente e delicatissimo momento che Giulia frequenta nella maggior parte delle sue opere. La tecnica mista diventa irrinunciabile: impossibile limitarsi a un solo mezzo quando così tante e differenti voci parlano all’interno di noi. Ogni personalità esige la sua estetica. La potenza della tempera, l’irruenza del colore puro, la delicatezza della china, la nostalgia del collage di vecchi giornali. Pittura e grafica, linea e campitura: una convivenza che disturba solo chi viva sempre e solo al di fuori dei sogni.

Anche la rapidità è necessaria. Una volta chiusa la porta, non si può tornare indietro. O meglio, non si vuole. Questo mondo, come e più del nostro vero mondo, è immenso: a girarlo tutto si può passare la vita intera. E, in ogni viaggio, trovare sempre cose nuove. Curiosità, ricerca insaziabile, desiderio di espansione: c’è un tempo per questo, e per Giulia Abbadessa, questo è il tempo. Bozzetti, più che vere e proprie opere, che brillano di tutta la freschezza di primizie appena scoperte. Novità, gemme, germogli dal potenziale illimitato.

Era primavera e il vento a tratti ancora gelido capovolgeva il paesaggio… trasportava bandiere e vessilli di cavalieri antichi, scombinava capelli e trascinava farfalle in arruffate capriole. Un velo di nebbia sfuocava l’ingresso del bosco. Alle soglie delle regioni misteriche dell’inconscio, sempre tre erano gli animali ad accoglierci: anche Dante ne conservò il ricordo, al suo ritorno. Nel frattempo, la vista si abituava piano piano, e potevamo iniziare a percepire colori nuovi. Mai visti, mai immaginati prima.

Il giardino delle primizie di Giulia Abbadessa è visitabile su Facebook e su Etsy.com

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L’inconfondibile gusto delle icone – di Carlo Cazzaniga

Dal 4 luglio al 5 settembre 2015 – Gelateria Riva Reno, Milano

piopp-sicle-superheroes-the-cut-is-on-the-wall (1) Una sfilata di colori e di ricordi, di mitologie e storie di una fanciullesca contemporaneità: tre universi dell’immaginario per stuzzicare i nostri sensi, tra occhi e cuore, anima e palato… Le icone in legno di Carlo Cazzaniga, artigiano ed artista milanese, fanno parte del progetto “The CUT is on the wall”. rivareno logo

Gelateria Riva Reno – Viale Col di Lana, 8 – Milano – Aperta tutti i giorni dalle 13 alle 24.

Il Tutto dall’Uno – l’Arte di Franco Natalini

Un’esplosione di colori e di forme, un magma vitale, a tratti infernale, in cui riconoscere figure umane, volti, espressioni, spesso deformate. Ma anche oggetti e concetti astratti, impersonati da simboli matematici o lettere dell’alfabeto. Le vorticose opere di Franco Natalini raccontano la storia dello Zero: quel luogo e insieme quel momento che originò l’Universo.

Il Tutto dall’Uno – di Franco Natalini – in mostra dal 18 marzo al 17 aprile 2015 – Spazio del Sole e della Luna, Milano – Inaugurazione mercoledì 18 marzo ore 18.00 – Ingresso libero.

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Ogni singola particella della materia esistente nacque nell’ancestrale esplosione e condivide ancora oggi il ricordo del momento primario, il famoso Big Bang: uno spettacolo in cui tutti eravamo in prima fila e l’applauso conclusivo coincise con l’ouverture. Anzi, fu colonna sonora intera. Agli orecchi più sensibili, alcune note risuonano ancora adesso, nel tempo presente: è proprio il “ricordo comune” di un origine condivisa a costituire quella rete invisibile che collega a livello profondo ogni cosa esistente.

La moderna fisica quantistica, infatti, conferma oggi le percezioni sottili dei mistici di ogni tempo. E l’Arte può fare da perfetto ponte: una sintesi poetica fra scienza e spiritualità, che parla attraverso canali emozionali e visivi. Franco Natalini accetta la sfida e da anni si fa ambasciatore di tale importante messaggio attraverso una sperimentazione tecnica continua.

Il suo linguaggio visivo evolve negli anni, e il rinnovamento interviene a rinfrescare anche lo stile delle ultimissime opere, nonostante l’età matura stia iniziando a generare una disillusione personale per le sorti dell’umanità. La fuga centrifuga rispetto al centro iniziale è, secondo Natalini, in triste accelerazione. Ci si allontana da una centratura personale in direzione di una dispersione di idee e intenzioni. Così crescono lo smarrimento e il dubbio che caratterizzano la società attuale. Non solo: ci si allontana inesorabilmente anche gli uni dagli altri, in uno sfaldamento generalizzato di gruppi, famiglie, comunità.

I calcoli astronomici dimostrano che l’universo è in espansione: ogni galassia si allontana sempre di più da tutte le altre. Un’evidenza cosmica, questa, che Franco Natalini conosce da tempo, intuitivamente. Non ha bisogno di richiamare le lontane “memorie comuni” dell’Ora Zero: è sufficiente riportare alla mente i tempi della sua infanzia trascorsa a San Giovanni Profiamma, piccola frazione di Foligno. Le persone erano più vicine; umanamente più “connesse”. Era forte il senso di appartenere a una stessa comunità e la solidarietà era un sentimento naturale e quotidiano, di chi comprende che il proprio bene coincide con quello dell’ambiente in cui vive.

Ma una consolazione è forse possibile; disponibile nei concetti di Relatività e Indeterminazione, anch’esse nuove enormi conquiste della fisica moderna. Natalini le conosce a fondo e sa bene di essere inserito nello stesso cosmo che intende rappresentare. Potrebbe dunque scoprire, un giorno, che la deforme bruttezza che egli intende assegnare agli esseri volteggianti nelle sue immagini esplosive, ad altri occhi non appare affatto. Ciò che per lui è disordine e degenerazione, ad altri può apparire come una danza evolutiva verso una nuova forma, differente da quella passata, ma ugualmente bella. La mutazione è necessaria ed è già in divenire: se l’universo si espande, l’umanità si fa certamente più rarefatta; ma anche per questo consapevole della necessità di sviluppare nuove modalità per “restare connessa”.

Spazio del Sole e della Luna – via Ulisse Dini, 7 – Milano (MM2 Abbiategrasso) – Da lunedì a giovedì ore 10-18; venerdì ore 10-13; sabato e domenica chiuso.

Transmandala – di Gipsy Eagle

Pitture simboliche, olistiche, capaci di evocare potenti sinergie. I Transmandala di Gipsy Eagle attualizzano una pratica pittorica antica di secoli, proponendosi come oggetti meditativi concepiti sulla base dei ritmi, dei bisogni e delle simbologie proprie dell’uomo contemporaneo.

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TRANSMANDALA – di Gipsy Eagle – Dal 30 gennaio al 27 febbraio 2015 – Caffè del Sole, Milano – Inaugurazione venerdì 30 gennaio ore 18.00

Quella dei Mandala è un’antichissima arte pittorica meditativa, basata sul simbolo del cerchio, all’interno del quale sono contenuti particolari simboli capaci di armonizzare l’essere umano al suo giusto destino. Gipsy Eagle porta quest’arte nel mondo contemporaneo, riuscendo a riconnettere le archetipe finalità con la mente attuale. Alla tradizionale parola di origine sanscrita Mandala, viene aggiunto il prefisso Transe, a indicare il passaggio di consapevolezza da uno stato ordinario a uno più vasto, elevato e lungimirante.

L’arte meditativa dei Transmandala parla attraverso una serie di simboli, ognuno dei quali appare immerso nella rappresentazione pittorica del cielo notturno, simbolo esso stesso del concetto di Infinito. La tecnica pittorica utilizzata, quella della puntinatura, indaga l’essenza più profonda della materia: essa è concretamente puntiforme, costituita com’è da aggregati atomici in continua vibrazione. Mediante la puntinatura, la rappresentazione dell’infinitamente piccolo, ovvero quella della realtà subatomica, si fonde con quella infinitamente grande: il cielo cosmico.

Il risultato è un’immagine di grande valenza estetica, ma soprattutto capace di stimolare alla meditazione. Una condizione di trance meditativa sottende alla realizzazione di ogni opera, sempre accompagnata dall’incessante salmodiamento dell’Om.

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Caffè del Sole – via Coni Zugna ang. via Foppa, Milano – Aperto tutti i giorni dalle 07 alle 21 – 02.48000827

Unicorno

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“Provo una malinconia inquieta, inafferrabile. Una tristezza vaga che dal cuore esce a sdraiarsi sulla mia pelle di carta velina. Ho perso il mio corno d’avorio. Era lucido e tornito. Un cristallo perfetto, potente organo di magia. Lo so, anche se non l’ho mai avuto: proprio per questo il senso di perdita è terribile. Mi sembra che l’aria di questo tempo sia troppo rarefatta per i miei polmoni gonfi della pioggia di domani. Scruto la mia stessa immagine negli occhi curiosi di chi mi osserva. In alcuni la mia liscia fronte scintilla: sono quelli dove aleggia la stessa malinconia che mi pervade. Una straziante e dolcissima nostalgia del futuro.”

La Medusa Arabescata

medusa_arabescataLa Medusa Arabescata brilla come Sole Incandescente nel profondo dell’Oceano Pacifico. Non c’è differenza tra la consistenza sua e quella dell’acqua che la circonda. Non la vedresti neppure, se non fosse per il suo cuore rosso gonfio di vita e per il disegno preciso dei suoi tentacoli: una trama sottile, impalpabile, fatta solo di vibrazioni e di istinto alla danza. L’Arabesque è il suo passo più riuscito, e verde trascendente è il colore del suo palcoscenico.

Infinitamente grande è il potere del Mare Aperto. Tutto è stato inventato nella Larga Pancia dell’Oceano: gli animali acquatici e quelli terresti, le montagne e i grandi templi dorati, le leggende eroiche, la filosofia e l’Amore. Anche la Scrittura esisteva già, nel Mare, prima che l’umanità fosse concepita: fin dalla Notte dei Tempi, la forma intricata dei coralli raccontava al variegato Popolo del Mare la storia della nascita del Mondo.

Anche l’uomo nacque dal Mare, ma la sua anima traboccava dal desiderio di inventare, creare e costruire cose nuove. Musiche, poesie, drammi in cinque atti. Nuovi scenari, nuove architetture, nuovi infiniti animali da descrivere in raffinati e folli bestiari. Così l’uomo uscì dal Mare, dove tutto era già stato creato prima. Rimase in contatto con la superficie dell’acqua, ma perse di vista il fondo della Larga Pancia dell’Oceano. Per questo non conosce più, oggi, nessuna delle creature dello straordinario Popolo del Mare.

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“La Medusa Arabescata” e altri evocativi quadri di Claudia Margadonna sono in mostra alla Trattoria Angolo Milano di via Boltraffio 18 a Milano, dal 6 dicembre 2014 al 9 gennaio 2015.

Il dono della leggerezza

 22 dicembre 2014, ore 20 – Cascina Cuccagna, Milano

“Le parole sono come la musica: volano da un posto all’altro, entrano nelle nostre vite, raccontando fatti ed emozioni…” (Anna Tamai)

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Giocando con le parole come con delle note musicali, Anna Tamai costruisce le proprie storie per tentativi, alla ricerca di quelle melodie che meglio si accordano ai suoi sentimenti.

Ma i moti del cuore sono per loro natura effimeri, impermanenti. Volano su ali leggere di farfalle, sagome da osservare in controluce, semi-abbagliati dalla luce sole.

I contorni si dissolvono e le parole esatte sembrano mancare: l’essenza è sempre al di là di ogni possibile rappresentazione poiché il linguaggio del cuore vibra al di fuori delle parole e delle immagini.

“Il dono della leggerezza” è una delicata raccolta di racconti di Anna Tamai, viaggiatrice e sognatrice. Sarà presentato in Cascina Cuccagna lunedì 22 dicembre 2014 alle 20, in occasione della proiezione del videoracconto intitolato “Agatha ha smesso di sognare”, tratto dalla stessa raccolta.

cc

Cascina Cuccagna – via Cuccagna 2/4 ang. via Muratori, Milano

Faccia a faccia con Chagall

Visita “ispirata” alla mostra di Palazzo Reale.
Solo per giovani appassionati!

Mercoledì 17 dicembre 2014, ore 16

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Non guidata… ma “ispirata”, la visita alla scoperta del mondo di Chagall.

Un’esperienza rivolta a un pubblico di adolescenti aperto al linguaggio della poesia e dei simboli… senza tralasciare il racconto storico e culturale di opere sempre strettamente legate al contesto in cui sono nate.

Chagall è artista narratore, tra fiaba e storia.
È artista psicologo, tra emozioni e poesia.

Per tutte le info: Stefania – 340.9675230